Puglia che passione: tra guide turistiche, press tour e cineturismo

Ci domandiamo mai cosa guardare e cosa visitare in un posto di vacanza? Io sempre. Ancora prima di partire. Dopo chilometri (e chilometri) percorsi, camere di hotel riservate, tragitti opzionati, ristoranti selezionati, ho capito che, per staccare realmente la spina, non basta buttarsi a capofitto in weekend fuori porta, vantarsi in ufficio del last minute destinazione mare o accaparrarsi la migliore settimana bianca della stagione sciistica. Per rendere quel viaggio una pagina indimenticabile della propria vita, bisogna aggiungere l’ingrediente segreto: una spolverata di emozioni, facilmente reperibile se ci affida alle ‘cure’ di una guida turistica che lavora con le suggestioni (o sa come e dove solleticarle). Quella figura professionale, che è il trait d’union tra i territori ed il turista in cerca di esperienze – da ‘mettere’ in valigia, da raccontare agli amici, da sfogliare nell’album dei ricordi – possiede quelle competenze ideali per accompagnare chi viaggia alla scoperta delle mete del loro tour o di quei siti sconosciuti, luoghi inediti e itinerari preziosi poco frequentati, quindi più affascinanti.
Quel delicatissimo ruolo di mediazione e quel compito di divulgazione del sapere si celebra ogni 21 febbraio, quando si festeggia la Giornata Internazionale della Guida Turistica istituita nel 1990 dalla World Federation Tourist Guide Associations e promossa in Italia dalla Associazione Nazionale Guide Turistiche (ANGT).

Vieni a ballare in Puglia

E’ una Puglia che è reduce da un 2021 frizzante e che promette bene anche quest’anno: intanto, lo scorso anno si è confermata nella top five delle regioni preferite dagli italiani (il 6,9% ha scelto una località pugliese per le vacanze), con un aumento dello 0,4%. Merito di una perfetta combo di natura e cultura, tra tradizioni antichissime e attività innovative: le aree verdi e protette, i siti Unesco, i borghi pieni di cattedrali, le vie del vino, il turismo religioso, quello luxury e quello sostenibile. Bellezze autentiche che vivono di luce propria in estate, ma che in bassa stagione subiscono un calo evidente. La soluzione? Arriva da chi opera nel settore: le chiamano vacanze short, da incastonare nella routine settimanale con soggiorni brevi, voli low cost, distanze dimezzate. Ma come ottimizzare il tempo? A questo ci pensano le guide turistiche, in grado di soddisfare le richieste e le esigenze di una utenza di turisti e visitatori sempre più variegata.
“E’ un’opportunità per far conoscere il nostro territorio durante tutto l’anno”, precisa Paolo delli Carri, founder di Trawellit, start up di promozione turistica e culturale.
Qual è il requisito di base? “Avere un’abilitazione. Nel 2018 ho superato un esame composto da due prove, un test a risposta multipla – su cultura, legislazione e sicurezza – e una traduzione scritta di un testo dall’inglese all’italiano. Il mio patentino è valido in tutta Europa”. In attesa che il turismo ritrovi lo slancio pre-pandemia, lo staff di Trawellit – con Paolo ci sono anche sua sorella Enza e Bianca Iafelice – si ‘muove’ sul piano digitale, con iniziative di visite guidate virtuali (#viralguidedtour e #adventourbox), con la comunicazione social del territorio.
A proposito di territorio, qual è il luogo più apprezzato in Capitanata? “Certamente Monte Sant’Angelo, l’arte, i panorami e il fascino religioso (la visiteremo domenica 1 maggio 2022, https://fb.me/e/1BKlplxEh); il bellissimo borgo di Bovino, con il castello e le viuzze ricche di storia romana (domenica 12 giugno, https://fb.me/e/2XljXf9KW); Vignanotica, spiaggia regina della costa tra Mattinata e Vieste (domenica 3 aprile, https://fb.me/e/1mehSGhm1) e infine Manfredonia (sabato 14 maggio, https://fb.me/e/1iOjhCiHO)”.
E quello meno conosciuto ma che vale la pena visitare? “Noi siamo da sempre innamorati di Cagnano Varano, un borgo nel Gargano meno conosciuto, ma sicuramente da scoprire. Il centro storico del paese, il Cavut, si erge tra gli ulivi, le pendici della Foresta Umbra, lo splendido lago di Varano e la particolarissima Grotta di San Michele. Un luogo magico, che riserva sorprese in ogni stagione e che scopriremo domenica 29 maggio (https://fb.me/e/2YYmuSm9r). Faremo anche un giro del lago con l’imbarcazione tipica dei pescatori, detta Sandalo”.

I tre soci Trawellit: Enza delli Carri, Paolo degli Carri, Bianca Iafelice.

I nuovi trend

Il futuro è il turismo rurale? Sembrerebbe di si a guardare l’interesse crescente verso temi come ecologia, sostenibilità, attività all’aria aperta, trasparenza che spingono sempre più persone a impegnarsi in esperienze dirette con la natura. Ne è convinto anche Domenico Sergio Antonacci, volto conosciuto sul Gargano e guida esperta di avventure inaspettate e sorprendenti come le camminate nei boschi, le esplorazioni nelle caverne, i tour in mountain bike, i trekking notturni. ‘Pacchetti’ studiati per famiglie, per chi ama le passeggiate, le escursioni a cavallo, le remate in canoa, “cerchiamo di soddisfare ogni esigenza, per aumentare la consapevolezza della conoscenza del territorio tra le comunità locali. E, recentemente, questo territorio fa gola anche a chi proviene da Bari e dalla Bat”.
Da Carpino, il luogo dove è nato, l’ideatore di ‘Gargano Natour’ si spinge in esperienze inedite come quella sul Lago di Varano, il più grande dell’Italia meridionale: “sono cresciuto con il lago negli occhi, le estati a Capoiale (una suggestiva spiaggia di sabbia soffice incorniciata da Mare Adriatico e da uno sfondo verde di pini ed eucalipti, ndr), è sempre bello riuscire a raccontare il proprio territorio”. Ma, spiega Antonacci, “i visitatori stranieri si spingono spesso a Vigna Notica, in Foresta Umbra o sulla costa dei Trabucchi”. E’ quell’aspetto così selvaggio della nostra costa ad affascinare: “in un territorio così piccolo trovano una grande diversità, dal verde potentissimo (l’area naturale protetta della Foresta Umbra, caratterizzata da una vegetazione fittissima e le note faggete, patrimonio Unesco, ndr) al mare”.

foto natour
Domenico Sergio Antonacci e alcune immagini delle escursioni di Natour.

Si, viaggiare

…meglio se ci lasciamo guidare dalle nuove strategie di marketing territoriale che puntano a un risveglio del turismo con lo scopo di sostenere la destagionalizzazione dei flussi turistici e la scoperta di nuovi itinerari. Dal 2017, Daunia Press Tour – partendo da Foggia – ha attraversato più volte la regione percorrendo oltre 10mila km, realizzando 30 press tour, in 100 località, per 150 giornalisti guidati da Gianni di Bari, Luca D’Andrea e Francesco Quitadamo alla scoperta del ‘tacco d’Italia’, passando per Bari, il Gargano, la Murgia, la Valle d’Itria fino al Salento e collaborando con numerose amministrazioni comunali regionali per le quali DPT ha curato, e successivamente gestito, press e blog tour finanziati dalla Regione Puglia grazie ad un bando specifico.
“Alla base del progetto – spiegano i tre giornalisti autori del format di successo – ci sono la comune esperienza lavorativa maturata in questi anni, una profonda conoscenza del territorio e un rapporto di amicizia che ci lega da 20 anni”.
Come si ‘costruisce’ una visita? “Attraverso l’esperienza diretta. Lasciamo che sia il territorio a raccontarsi, attraverso le parole e i volti delle persone, i boschi o le insenature frastagliate, un monumento e un piatto tipico. I nostri tour sono volutamente lenti, i nostri ospiti non devono correre per vedere qualcosa che in pochi giorni sarebbe difficile da comprendere o solo ricordare. Al contrario, se possono trascorrere pochi giorni assimilando la quotidianità di un luogo e integrandosi perfettamente con esso sicuramente possono cogliere tutte quelle sfumature che fanno della nostra regione un posto unico e quindi contribuire ad alimentare una narrazione realistica e coinvolgente”.
Qual è il luogo più apprezzato in Puglia e quello meno conosciuto ma che vale la pena visitare? “Negli ultimi 15 anni la Puglia ha avuto la capacità di far crescere e consolidare il proprio brand e questo ha avuto ricadute positive su tutto il territorio regionale, rafforzando ulteriormente l’immagine di località già di per se note – come Polignano, Lecce, Ostuni o la stessa Vieste – e contribuendo a far emergere altri luoghi meno conosciuti o sconosciuti come i borghi della Murgia e dell’Appennino Dauno, straordinariamente interessanti da un punto di vista paesaggistico, culturale e umano”. Il giro ideale in Capitanata? “In provincia di Foggia due sono quelli da percorrere per avere un’idea precisa dell’eterogeneità di questo territorio. Il primo parte da San Severo e le sue cantine ipogee, costeggia i laghi di Lesina e Varano e risale fino a Vico del Gargano. Il secondo tocca la parte settentrionale dei Monti Dauni, passando da Pietra Montecorvino, Alberona, Roseto e Biccari fino ad arrivare a Celle di San Vito”. E quale in Puglia? “Non c’è niente di più caratteristico della Valle d’Itria, quella dei borghi autentici, delle osterie, dei fornelli e delle stradine di campagna che arrivano fino al mare”.

Foto Daunia Press Tour
In alto a destra: il gruppo Daunia Press Tour. Da sinistra Luca D’Andrea, lo chef Peppe Zullo, Gianni di Bari e Francesco Quitadamo.
Il boom del cineturismo, sulle orme dei film

La Puglia è, oggi, anche un grande set a cielo aperto. Produzioni cinematografiche italiane e straniere hanno portato lo sperone d’Italia sul grande e piccolo schermo: ‘La sposa’, ‘Le indagini di Lolita Lobosco’, ‘Pinocchio’, ‘No time to die’, ‘Wonder Woman’, solo per citare alcune pellicole degli ultimi cinque anni.
Chi non si è messo nell’ultimo anno sulle tracce di James Bond (e cioè sul ponte dell’Acquedotto di Gravina)? Chi non ha passeggiato all’ombra del Pizzomunno sognando le imprese – tra i Faraglioni – della donna guerriera? Chi ha frequentato i luoghi cari alla ‘vicequestore di Bari’ della penna di Gabriella Genisi?
Luoghi naturalmente belli – come la costa rocciosa del Gargano, il lungomare barese, le masserie immerse tra gli ulivi secolari – e altri meno noti, resi attrattivi dalla fama cinematografica – come i cortili barocchi di fine ‘700 o il viadotto storico alto 37 metri nell’Alta Murgia: ‘cornici’ che fanno sognare registi e filmmaker, sceneggiatrici e location manager. E attirano, come api sul miele, occhi famelici selfie.

Foto Apulia film commission
In alto a sinistra e nel tondo: la presidente dell’Apulia Film Commission Simonetta Dellomonaco. Immagini dalla pagina Facebook dell’AFC.

Tra fiction e lungometraggi la Puglia sta registrando un rilevante incremento dei flussi turistici nei luoghi frequentati dalle troupe cinematografiche. Il cineturismo è una nuova formula di viaggio? “E’ senz’altro una nuova formula di viaggio. Non dobbiamo considerarlo come pellegrinaggio sui luoghi del set, ma soprattutto una sorta di lifestyle”, risponde Simonetta Dellomonaco, Presidente di Apulia Film Commission. “Una regione che può accogliere un tale fermento cinematografico è una regione che ha qualcosa da dire, da proporre”. Secondo la numero uno della Fondazione che si occupa di attrarre in Puglia produzioni audiovisive nazionali ed internazionali e di sviluppare la filiera industriale dell’audiovisivo, questo significa aumentare la propria reputazione in termini di accoglienza esperienziale. A questo si aggiunge la possibilità di ricreare delle attività che sono percorsi esperienziali multisensoriali, “visivi, olfattivi, tattili, gustativi, per fare immergere il visitatore nelle atmosfere del set. Ci sono delle start up che stanno lavorando su questo tipo di approccio turistico. E tirare fuori dalle esperienze cinematografiche delle esperienze turistiche e quindi riproporre i piatti, la cucina, le passeggiate, un’iconografia”. In sintesi, “mi porto via un pezzo di film attraverso l’esperienza che faccio della location”.


Nella nostra regione sono attese quest’anno ben 15 produzioni: quali sono le aspettative che ha l’Apulia Film Commission? “Aspettative occupazionali, ricadute economiche sui territori e un aumento delle competenze. E’ chiaro che il comparto pugliese più lavora, più cresce anche a livello professionale e artistico. Sono aspettative trasversali. Tra le ricadute indirette c’è l’aumento di reputazione come destinazione turistica e di posizionamento di brand regionale. In questo senso c’è PugliaPromozione che fa un egregio lavoro in tal senso. C’è una narrazione pugliese molto interessante e dinamica”.
Oggi l’AFC – tra le più giovani in Italia – ha una nuova mission come spiega Simonetta Dellomonaco: “all’inizio aveva una vocazione tendenzialmente rivolta alla promozione del territorio, adesso a quella viene affiancata, anzi è prioritaria, la trasformazione della produzione cinematografica in filiera industriale cinematografica. La vocazione è cambiata e ci sono aspettative di crescita verso l’industrializzazione della produzione cineaudiovisiva. E’ questo il cambio di passo”.

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