Prime ‘Confidenze’

In questi mesi ho ascoltato e chiacchierato con decine di ospiti: cosa ho imparato?
Che nella vita ci sono due tipi di persone: chi trova la sua strada a metà del suo percorso e chi, quella strada, ce l’ha segnata nel dna.
Franca Nobili, titolare e direttrice della scuola materna ‘Le prime coccole’ di Foggia, appartiene a questa seconda ‘categoria’: a ‘Pillole di Confidenze’ ammette che è animata fin da piccolina da un senso materno.

“La creatività è contagiosa. Trasmettila.” (A.E.)

Terminata la fase del gioco e quella scolastica, Franca – classe ’56 – decide di iscriversi all’Istituto d’arte. Ancora non sapeva (o forse aveva già scritto i suoi piani) che quelle tecniche e abilità nel disegno le sarebbero, un giorno, tornate utili. Intanto, subito dopo il diploma, matura quell’interesse verso l’insegnamento per l’infanzia che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita, nel ruolo di coordinatrice.
Aveva soli 20 anni quando ottenne il suo primo lavoro: il primo di una carriera piena di soddisfazioni personali e professionali (nonostante qualcuno, una volta, provò – riuscendoci – a farle uno ‘sgambetto’).
“Fu un periodo difficile per me”, ricorda Franca, mentre le tornano alla mente quei giorni terribili del 2010. Un boccone tanto complicato e amaro da digerire (un asilo comunale che aveva gestito per tanti anni) da convincere Franca a fare bagagli e partire.
Per dove? Le chiedo.
“Un viaggio nelle regioni ‘virtuose’, dove continuare a apprendere i ‘segreti’ del mio mestiere”.
Tra l’Emilia Romagna e il Lazio, Franca si divideva tra corsi di aggiornamento e consulenze. Si formava e, nello stesso tempo, creava opportunità di apprendimento per giovani educatrici.
Insomma, una gemelli doc: capace di ragionare molto rapidamente e impaziente di conoscere tutto.
Talmente impaziente di ritornare in campo, che dopo appena un anno di stop si imbatte nei locali (malandati) al civico 2 di via Cesare Cantù: “Non mi sono affatto demoralizzata quando l’ho visto: era fatiscente si, ma niente e nessuno poteva togliermi dalla testa il mio sogno”.

staff
Franca con lo staff della scuola materna ‘Le prime coccole’

“I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.”

Per citare una fiaba ‘di formazione’, da brutto anatroccolo quel pianterreno divenne presto un cigno.
“Tutto quello che vedi l’ho realizzato con le mie mani”: da buona padrona di casa, Franca mi accompagna in un tour della sua scuola materna, con 8 stanze super accessoriate. ‘Le prime coccole’ è un asilo a 5 stelle: dal sistema web cam alla lavagna interattiva ipertecnologica, dagli ambienti ultra confort della nursery alla cucina, fino agli spazi per l’igiene, curati nei minimi dettagli. E poi le decorazioni: da direttrice a appassionata di bricolage il passo è breve. Franca è riuscita a creare un’atmosfera accogliente e confortevole con l’ausilio di adesivi, illustrazioni homemade, figure tridimensionali. (Quel famoso background artistico si è rivelato fondamentale).
“La mia impronta l’ho poi data nel logo: le bambole Dolly sono sempre state la mia passione, ma devo ammettere che subisco anche il fascino di Minnie e Topolino”. (Sara, sua figlia, che collabora con lei, annuisce divertita).
Il giro termina in segreteria: dove passa tutto l’aspetto didattico.

“Mi sono accorta, negli anni, che le famiglie apprezzano la mia trasparenza e la mia spiccata attitudine alle relazioni interpersonali. Io accolgo: i bambini, le bambine e le loro famiglie. Questo asilo è un porto sicuro”.
Se oggi la scuola materna di via Cantù è una delle più richieste (con grandi sacrifici, Franca è riuscita a traghettare la sua attività dal 2020 a oggi, nonostante 6 mesi di chiusura) lo deve a un’attenta pianificazione annuale delle attività. “E’ un lavoro che non puoi improvvisare”, mi spiega la sua coordinatrice. Gli ambienti ludici sono stimolanti, ma altrettanto dev’essere la lezione di inglese o la lettura.

Quanti sanno che le favole offrono quella possibilità ai bambini, e non solo, di entrare alla scoperta del proprio mondo emotivo?
Riflessioni, fantasie, immagini: non chiamatelo semplicemente asilo, perché uno spazio fecondo in cui i grandi di domani possono nutrire la fiducia verso se stessi, la capacità di superare piccole paure, sfide e insicurezze, sviluppano l’immaginazione, apprendono la generosità e l’accettazione delle regole, stimolano l’attenzione e l’apprendimento, per me è la ‘culla della civiltà’.

Di cosa hai avuto bisogno nella vita per farti strada?
“Coraggio, determinazione e autostima: per migliorare la città e per una soddisfazione personale”.

Come è stato affrontare il momento difficile della pandemia?
“E’ stato un momento inaspettato, ma lo abbiamo superato con grande forza d’animo. Ci abbiamo messo il cuore. Non abbiamo mai lasciato nulla al caso: dalle procedure di pulizia e igienizzazione alla didattica a distanza. Anche se siamo un asilo nido, lo staff è riuscito a fornire il supporto psicologico e didattico ai bambini”.

Una capitana che guida e coordina una famiglia ‘allargata’ tutta al femminile: è un ambiente dove conta cosa?
“La collaborazione, senza dubbio. Il lavoro di gruppo è fondamentale, il mio è un team coeso che guarda dove punta la persona che dirige. In fondo, non ci si improvvisa leader o capitano. C’è tanto lavoro. E tanto rispetto tra il personale.  I genitori, ad esempio, rientrano nelle mie attività: qui siamo una grande famiglia e loro possono manifestare, quando ne sentono il bisogno, disagi, problemi o preoccupazioni. Qui, troveranno sempre una persona amica e di fiducia”.

In che modo insegnate ai bambini e alle bambine i concetti di cura e amore?
“Questo lo insegnano le educatrici attraverso il rispetto del prossimo e la condivisione di giochi, esperienze e attività. Le mie insegnanti donano molto amore: qui domina l’affetto. Sappiamo bene che non in tutte le famiglie c’è amore, qui riusciamo a darlo”.

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