La Puglia che non ti aspetti nello spot firmato da Sergio Rubini

Uno skyline di borghi medievali a picco sul mare, alte dune di sabbia e calette selvagge, colline puntellate di mandorli e ulivi, crepacci e grotte naturali, chiese rupestri, fornelli e rosticcerie a cielo aperto, torri costiere, palazzi barocchi, frantoi ipogei, acque cristalline, faraglioni, trabucchi, foreste secolari e giardini di aranceti.
Questo (e molto altro) è la Puglia.
Ma cosa avesse escogitato Sergio Rubini – che ha vissuto le ultime settimane braccato dalla stampa che, dall’uscita delle immagini del backstage, ha cercato in questi mesi di estorcergli qualche informazione sul blindatissimo storytelling – per il nuovo spot promozionale 2022 (l’anno della ripartenza) sulla regione dei trulli, dei taralli e del Negroamaro non era così scontato.
Il mistero si è infittito nei mesi scorsi, ma ora si è concluso: le riprese del video sono ufficialmente online, presentate a Milano in occasione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo. E’ stata l’agenzia che gestisce l’immagine (a fini turistici) del fascinoso tacco d’Italia – PugliaPromozione, guidata da Luca Scandale – a scegliere l’occhio professionista (e il cuore innamorato) di un uomo che, con il cinema, ha portato la sua regione, tra le mete più ambite dello Stivale nei mesi più caldi, sul piccolo e grande schermo decretandone il successo.

Dimmi che sei in Puglia senza dirmi che sei in Puglia

“Puglia, autentica meraviglia” recita la voce di Sergio Rubini al termine dei 60 secondi di spot, la prima delle quattro versioni video del cortometraggio, studiate per celebrare le sei le province pugliesi, a cui si aggiunge una campagna pubblicitaria – presto anche sulle pagine del New York Times – e uno spot radiofonico.
E’ la Puglia del turismo esperienziale – “direi quasi terapeutico”, dice il Governatore Michele Emiliano – quella ripresa dal maestro Rubini, di qui l’idea di ‘partire’ da una seduta di psicoterapia che offre poi il fianco alla narrazione: “provi a chiudere gli occhi, immagini di essere in luogo lontano, dove rigenerare il corpo e la mente”. Nel mentre, il ‘paziente’ – che ‘soffre’ lo stress, gli affanni del quotidiano, le pressioni lavorative – sogna di ritrovarsi catapultato in borghi senza tempo, a passeggiare tra le imbarcazioni di pesca parcheggiate sulla battigia, o tra distese di campi di grano ancora immaturo, pascoli e profumi di focacce appena sfornate. E’ uno spot che lascia sullo sfondo le immagini del mare, quasi scontato, perché la regione più a sud d’Italia è fatta di posti che non ti aspetti, come la macchia mediterranea, le cattedrali romaniche, i percorsi di escursionismo, le riserve naturali, l’artigianato artistico, le botteghe enogastronomiche, i grandi eventi, i musei.
“D’estate vinciamo – spiega Rubini in diretta streaming dal Fieramilanocityma si può venire in Puglia in autunno e a Natale. Divulghiamo il fatto che la nostra regione è turistica 12 mesi all’anno”. Un concetto ribadito anche da Gianfranco Lopane, assessore regionale al Turismo.


Attrattività e accoglienza: è questo il mix vincente. Un coro di persone che sa fare squadra e propone diverse formule perché, aggiunge il Presidente della Regione, “la Puglia va bene per un weekend o una lunga permanenza. E’ un massaggio dell’anima”. Da ‘queste parti’ si trovano porte aperte in occasione delle ferie estive, ma anche in primavera, o durante le stagioni più fredde, con la complicità dei riti religiosi, dei wine tour o di un calendario di attività in fermento: parliamo di appuntamenti come il Medimex, la Taranta, il Festival della Valle d’Itria, il Red Bull Cliff Diving annunciati da Aldo Patruno, Direttore generale del Dipartimento Turismo e Cultura.
Chissà quante fotografie verranno scattate quest’anno in Puglia, magari lo spot porterà flussi turistici anche a Cala Port’Alga a Polignano a Mare, a Torre Guaceto a Carovigno, nell’Alta Murgia a Spinazzola, ad ammirare il suggestivo profilo notturno della medievale Bovino, o l’abbazia di Santa Maria di Cerrate a Casalabate e il Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Questi i luoghi immortalati dalla campagna pubblicitaria che faranno sognare chi ama viaggiare e che racconteranno, persino in America, cosa vedere e fare in Puglia. “E’ stata un’emozione davvero grande – conclude Rubini dal palco della BIT – mi dispiace che non ci fosse più mia mamma, lei da pugliese avrebbe gioito del fatto che io potessi fare una cosa così importante per la nostra regione”.

Date a Cesare quello che è di Cesare

Spostare la carovana del cinema – cast, assistenti, macchinisti, fonici etc… – da un angolo all’altro della (lunga) Puglia – 800 km di coste, che partono dal confine con il Molise fino a Capo Santa Maria di Leuca, nel profondo sud – per Rubini non è stata certamente una novità, ma questa volta l’impresa ha avuto un sapore diverso. Commentando quei ciak, il regista di Grumo Appula dice di aver avvertito non solo un senso di responsabilità, ma di aver anche provato una emozione mai percepita prima, dettata dalla incredibile sorpresa che alcune ambientazioni gli hanno riservato: “Mi sembra una storia d’amore pazzesca”, dichiarò all’indomani della chiusura delle riprese.
A toglierli letteralmente il fiato sono stati gli spazi selvaggi, le rocche, le abbazie e tutti quei luoghi che attraversano una Puglia sconosciuta: lui, che nella sua regione ha girato ben otto pellicole, che negli anni ha avuto accesso a un archivio location plurisfaccettato, a uno sconfinato network di contatti, a una selezione infinita di sopralluoghi.
Scommetto che se provassimo a stilare l’elenco dei siti più affascinanti dello ‘sperone’ ci soffermeremmo (solo) sulle mete più note e più frequentate: i trulli, i faraglioni, la Lecce barocca, il lungomare di Bari, le acque salentine.
Ma il Nastro d’argento e il David di Donatello nel 90 per ‘La stazione’ ci invita a volgere lo sguardo ‘oltre’: “perché mi ha fatto piacere ricevere questo invito? Perché ho condiviso l’obiettivo della Regione e cioè fare arrivare turisti non solo d’estate”, risponde al mio microfono.
Già, la sospirata destagionalizzazione. Eppure, qualcosa sembra muoversi bene all’orizzonte, come ci dicono i dati 2021 segnalati proprio da PugliaPromozione che, alla fine dello scorso anno, ha parlato di trend positivo per quanto riguarda la workation (work + vacation), una delle tendenze di viaggio nell’era Covid: su un campione di 1.200 residenti italiani la Puglia ha registrato un +10 per cento rispetto al 2020, superando la Toscana (+6%) che, normalmente, tra settembre e ottobre, viene presa d’assalto da chi ama unire lo smartworking al tempo libero.

Puglia (s)conosciuta

“In certe zone, di turisti ne arrivano sin troppi (sorride, ndr), mentre la Puglia è in grado di accogliere turisti anche d’inverno per le sue bellezze, per la cultura, l’arte, il cibo. Noi non abbiamo solo le spiagge e il Salento (che, con il Gargano, nel 2021 si confermano vincitori indiscussi del turismo tricolore, ndr). La nostra è una regione molto articolata e complessa, per cui io ho sposato questa causa e mi sono messo a disposizione”.
A cosa fa riferimento Rubini? (Dati alla mano) ai 178mila viaggiatori stranieri che hanno fatto tappa in Puglia la scorsa estate – i maggiori arrivi si segnalano da Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Polonia – e agli stessi italiani, (i flussi nazionali sono in evidente crescita, con il +40 per cento rispetto all’anno precedente).
Pugliesi che amano la Puglia, ma anche lombardi, campani, emiliani e veneti.
Ma come si entra nella top five delle regioni preferite dai turisti?
La risposta è nelle stories pubblicate su Instagram da Madonna, che da molti anni festeggia il suo compleanno a Borgo Egnazia, nelle scelte di Raul Bova, che ha trovato nelle campagne del brindisino il suo buen retiro, nelle vacanze del Nastro d’Argento Claudio Santamaria con Francesca Barra, immortalati innamorati lo scorso agosto tra i vicoli di Cisternino. E poi ancora le paparazzate alle star hollywoodiane (solo pochi giorni fa Angelina Jolie è stata avvistata a Torre Chianca e, come scrive Elle, gira voce che stia per acquistare la sua casa dei sogni in Puglia), a calciatori, influencer e a altri volti noti dello spettacolo.


Cosa accomuna tutti? La voglia di entrare in contatto con la parte più autentica di una regione che sa mescolare comfort, divertimento, avventura. Cosa c’è dietro il boom della Valle d’Itria, presa d’assalto tra luglio e agosto? La magia di riconnettersi con se’ stessi, mentre tutto intorno parla una lingua ‘selvaggia’: masserie fortificate con uliveti e muretti a secco, chiese rupestri e cappelle votive, insediamenti primitivi e grotte suggestive, riserve naturali, tratturi. E una cucina ‘di memoria’: la tradizione gastronomica pugliese è semplice ma evocativa. Il merito è dei contadini, dei pescatori e dei panificatori, dei piatti a base di cicorie, fave, cardoncelli, cime di rapa, delle focacce farcite con le burrate di Andria o con il Caciocavallo Podolico o degli aperitivi in riva al mare a base di pesce crudo.
Questo suggerisce solo una cosa, che è stata ben chiara a Sergio Rubini sin dall’inizio: dalle falesie garganiche alla costa salentina, passando per il Tavoliere e le Murge, il regista di ‘Puglia 2022’ ha messo in luce quegli angoli che non si perdono quando si spengono i riflettori dell’estate.
Fuori stagione il turismo ha tanti nomi: sostenibile, lento, enogastronomico, religioso, esperienziale o, più di recente, si fanno strada i movie tours, il Wedding Tourism e il turismo sportivo, quest’ultimo incoraggiato da un lungo elenco di manifestazioni che in Puglia portano atleti, appassionati e nuovo ‘pubblico’. Proprio il mese scorso l’assessore al Bilancio Raffaele Piemontese ha annunciato un nuovo bando per i grandi eventi sportivi e per cui sono stati stanziati 800 mila euro: “la Puglia come una palestra a cielo aperto” è la proposta di Piemontese che in questi anni ha favorito grandi sinergie per portare nella regione competizioni importanti come il Giro d’Italia, il Rally del Gargano, i Campionati italiani di tennis, il Mondiale Endurance e l’Europeo Offshore, solo per citarne alcuni. Attività fondamentali per destagionalizzare l’offerta turistica.

Non vi è mai capitato di mettervi sulle tracce dei set cinematografici che in Puglia sono ormai molto frequenti? O di cogliere un last minute in Foresta, per un viaggio nella natura ‘primitiva’, ma con i comfort del glamping o dei moderni rifugi luxury? O partecipare a un matrimonio in masseria?
Senza parlare di una tendenza che spopola 365 giorni l’anno: gli itinerari del cibo, capaci di regalare una doppia esperienza culturale. Da un lato la relazione con il prodotto e dall’altro la sete di conoscenza del territorio di produzione, nel quale il turista cerca il contatto con le risorse: e così, gli scagliozzi conducono a Foggia, i taralli a Cerignola, la focaccia ad Altamura, le orecchiette con le cime di rapa nel barese, le bombette a Martina Franca, il pasticciotto a Lecce e il Primitivo a Manduria.

Uno, due, tre, cento soggiorni in Puglia.

Lei, Rubini se la ricorda la Sua prima vacanza? “Andavo in una contrada che stava a dieci chilometri dal mio paese con i miei amici e costruivamo una tenda. Ma poi ho viaggiato tanto con i miei genitori. Loro mi hanno portato in giro per l’Europa, Amsterdam, Parigi. E’ stato poi grazie al cinema che ho imparato a conoscere la Puglia e ad amarla”.
Già, il cinema, Rubini ha scelto la sua Puglia per ben otto produzioni cinematografiche: ‘La Stazione’ (girato nel ’90 tra Grumo e la campagna foggiana) per cui il regista barese programmava le riprese di notte – “eravamo sul set, a San Marco in Lamis, fino alle 5 del mattino. Me lo ricordo benissimo, era il mio primo film. Poi via verso San Giovanni Rotondo, dove alloggiavo in quei giorni” – poi ‘Il viaggio della sposa’ (ambientato tra Noci e Conversano), ‘Tutto l’amore che c’è’ (il set si spostava tra Grumo, Giovinazzo, Altamura e Molfetta), ‘L’anima gemella’ (con i ciak a Gallipoli e Gagliano del capo), poi Rubini scelse Bitonto per ‘L’amore ritorna’, Mesagne e Lecce nel 2006 per il lungometraggio ‘La terra’, un omaggio alla penisola salentina. Infine ‘L’uomo nero’, tra Brindisi e Gravina, e ‘Il grande spirito’ girato a Taranto nel 2019.
E, dulcis in fundo, lo spot ‘Puglia, autentica meraviglia’, un inno alla bellezza senza eguali della sua amata regione.

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