Il laboratorio sartoriale di Lau, l’ecodesigner di borse che affascina la Puglia

La spinta dei social da una parte, il passaparola dall’altra, di mezzo un grande coinvolgimento, non solo emotivo, del mondo dell’associazionismo e dell’imprenditoria locale e una profonda fede. Sono questi gli ingredienti che hanno alimentato, in pochi anni, il talento di Lawrence Thomas, ecodesigner di borse e grande cultore dell’arte del riciclo. Dalla Nigeria, dove è nato nell’86, lo stilista emergente ha trasferito a Foggia la sua caparbietà, trasformando la sua personale conquista di un atteggiamento etico in un messaggio da condividere con la sua città adottiva. E non solo.

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità.” Lucio Anneo Seneca

Per i suoi 35 anni, compiuti lo scorso 4 ottobre, Lau – come lo chiamano gli amici e le sue mamme foggiane (tre amiche, tra queste Maria Buono, socia rotariana e promotrice di un’iniziativa solidale) – si è regalato un sogno: l’inaugurazione del suo primo Showroom, un grazioso laboratorio sartoriale di pochi metri quadrati ma ben arredati, dove espone i suoi accessori da donna realizzati a mano con tessuti, stoffe e materiali di alto artigianato italiano, appartenuti alla tradizione pugliese o semplicemente inediti tagli di tappezzeria, salvati alla polvere e al disuso.
E’ una (doppia) storia di rinascita, di perseveranza e di gratitudine quella che si intreccia nella trama delle pagine di questo capitolo a cui il giovane stilista ha dato il nome di ‘Le Chicche di Lau’.
Il brand emergente di borse dal design unico e dallo stile romantico ha conquistato la critica femminile, il vero banco di prova, e la stampa: sono centinaia i pezzi – unici e handmade nella neonata factory di via Benedetto Biagi al civico 31 – che Lawrence ha realizzato da solo e con l’aiuto di una sola macchina da cucito.
Oggi, a cinque anni dal suo primo pezzo (una borsina marrone, prototipo del modello di punta dell’intera collezione), Lawrence stringe tra le mani le chiavi del suo negozio, dove arriva alle 9 del mattino e va via quasi 11 ore dopo. Non fai una pausa? “No, sto bene così. Non posso fermarmi ora, qui c’è tanto da lavorare e da studiare. Misure, modelli, tessuti. Mi riposo la sera e mi ricarico pregando. Ringrazio Dio di quello che mi sta accadendo. Un miracolo per me”.
Non so bene dove possa finire il miracolo e iniziare l’intuizione: Lau è arrivato in Italia nel 2014 per cercare nuove esperienze, accompagnandosi dalla sola tenacia.
Quando ci incontriamo, lui è all’ennesima esposizione del mese. E’ vestito elegante e sorridente, i suoi gli occhi, due piccole sfere brune, serene ma nostalgiche, fissano il presente: le amicizie che coltiva con dedizione, la grande famiglia ‘putativa’ a cui riserva attenzioni e gentilezze, l’atelier con le sue creazioni, gli appuntamenti di lavoro, come gli inviti a kermesse dedicati all’artigianato e al made in Italy. Non semplici vetrine, ma l’occasione che aspetta da una vita. Quasi a sentire Buddha: “Non indugiare sul passato; non sognare il futuro, concentra la mente sul momento presente”.

Foto Lawrence
In basso al centro: Lawrence tra Maria Buono (a sinistra) e Maria Renata Montini (a destra) del Rotary Club Foggia Umberto Giordano, ‘padrino’ del giovane e talentuoso artista di borse.

Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

“Lawrence, sveglia è ora di partire”. Quando Lau viene scrollato dal padre sono le 5 del mattino. Era il marzo del 2014. Una data, rimasta imprecisa nella mente del giovane designer probabilmente offuscata e affaticata dalle modalità di un viaggio lungo e aspro, che segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova avventura. Fino a quel momento lui aveva sempre sognato di diventare un cantante gospel, la musica che parla con la Parola di Dio, mentre si guadagnava da vivere lavorando in banca. Fratello maggiore di Charity, Lawrence ha dovuto sempre far emergere la sua parte razionale alimentando la speranza di una nuova chance, personale e professionale.
Il sogno italiano lo avrebbe distratto dall’obiettivo? Non è un rischio per uno come lui, partito con un bagaglio ridotto all’osso: “Solo una giacca regalata da mio zio, è nera, elegante, bellissima. La indosso anche qui a Foggia per le grandi occasioni”. Solo cimeli? “Ho messo nel borsone anche i ricordi dei giochi con mia nonna”.
Quando arriva a Borgo Mezzanone, il giovane nigeriano si rimbocca le maniche e si dedica al cucito. L’ago e il filo – e le sue buone maniere, ereditate dalla mamma, scomparsa in tenera età – fanno da assist ad un incontro favorevole e inaspettato, probabilmente scritto nel destino.

Si stringe una grande storia di amicizia che fa da traino per il pastore migrante: saper cucire è una abilità che gli concede il ‘lasciapassare’ per la città. Talento, dunque, misto a opportunità. Una storia di autentica passione che incontra una condizione favorevole. E che Lawrence Thomas impara a cavalcare.
Le soddisfazioni arrivano passo dopo passo, punto dopo punto. Dal corso di sartoria per persone extracomunitarie – sponsorizzato dal Rotary Foggia Umberto Giordano – al finanziamento da parte dello stesso Club dell’acquisto di una macchina da cucito professionale: l’oggetto oggi è la punta di diamante dell’atelier con cui Lawrence cuce, intarsia e ricama le sue creazioni.
Una parabola che arriva ai giorni nostri, quando sul tavolo di lavoro, accanto agli attrezzi del mestiere e al kit del cucito, l’artigiano fa quotidianamente spazio per i materiali di recupero che gli vengono forniti da amici e da alcuni prestigiosi partner, alcuni dei quali con oltre 30 anni di attività alle spalle vissuti accanto a brand di lusso. Dal taffetà al velluto di seta, la maglia, le frange di pelle. Trame, fantasie e materiali con cui celebra l’artigianalità e la tendenza del mix and match, con cui mescola l’animalier e le stampe geometriche.
Cosa significa, quindi, sartoria circolare? “E’ la filosofia del mio marchio, borse che nascono da ritrovamenti preziosi, da oggetti con una storia, vita nuova e anima antica”.


Tutto è cominciato con le ‘chicche’, piccole e sfiziose borse da polso, camaleontiche e reversibili. E l’ambizioso progetto handmade è esploso in una collezione che omaggia lo stile femminile, ma anche la praticità delle donne.
Borse di varie dimensioni studiate nei minimi dettagli, per un pubblico esigente e attento alla qualità dei tessuti. Da aspirante sarto a emergente stilista il passo è davvero breve: basta sfogliare la sua pagina Facebook per cogliere l’evoluzione culturale, sociale e artistica di questo promettente artigiano che sta raccogliendo non solo l’approvazione della sua affezionata clientela (non solo pugliese, grazie allo shop online!), ma anche il plauso di aziende leader nel settore dei tessuti (e, quindi, della moda) che gli forniscono drappi e materie prime italiane, di altissima qualità. Oggi quella storia di solidarietà, che aveva colpito la parte più sensibile della città che lo ha adottato, sta prendendo le sembianze di una affascinante e promettente storia di successo.

2 risposte

  1. Ho conosciuto Lawrence quattro anni fa fa quando come socia rotariana curai il progetto ‘I Saperi per l’inclusione” corsi di Sartoria rivolti ad extracomunitari e italiani. Lo notai tra i corsisti per l’attenzione e la cura con cui cuciva . Gli chiesi cosa gli piacesse realizzare e mi fece vedere le sue prime Chicche. Me ne innamorai e gli dissi di confezionarne altre per farle sfilare all’evento conclusivo del progetto. Da lì è iniziata la nostra amicizia di scambio e di sostegno rotariano affinché potesse realizzare il suo sogno. Oggi sono orgogliosa di aver contribuito a cambiare la sua vita realizzando il motto rotariano del servire per cambiare le vite. Ad maiora!

    1. Una storia dolce e coraggiosa. Un sogno che, con te cara Maria e con il supporto del Rotary, Lawrence ha potuto esaudire. Il tuo impegno è stata la benzina. Sono certa che lui sarà capace di andare lontano.

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