Il Gargano che non ti aspetti, l’Elda Hotel è la sorpresa nella sorpresa

Ho pensato di conoscere il Gargano come le mie tasche, mi sbagliavo.
Lo sperone d’Italia custodisce un gioiellino in pietra e legno, per gli amanti delle vacanze vintage e, soprattutto, per chi ama condurre uno stile di vita green.
A metà strada tra rifugio e ostello eco friendly, l’Elda Hotel è immerso nei 15mila ettari della Foresta Umbra: le alte faggete secolari, che fanno di questa area un Patrimonio Unesco, sono visibili da ogni angolazione. E dalle finestre delle quattordici camere è quasi possibile sfiorarle: si, la vista è mozzafiato, con anche aceri, abeti e olmi che fanno da cornice a sentieri pedonali e percorsi di interessante valore naturalistico.
Oggi, con la pandemia che ha cambiato interessi e aspettative, la vacanza si fa slow.
Oggi, che l’importante restyling ha restituito la bellezza autentica della struttura – progettata nel 1938 – possiamo scoprirne i vantaggi a cominciare dalla possibilità di viaggiare in lentezza e essere protagonisti di un turismo ecosostenibile.

Gargano slow

Quattro anni fa, quando l’attuale proprietario, Marcello Salvatori – un appassionato imprenditore foggiano, esperto di energie rinnovabili e a capo delle cantine Elda – espresse il desiderio di restituire al rifugio una seconda giovinezza, dovette fare prima i conti con una nube di rovi e arbusti che avevano totalmente inglobato l’albergo nella vegetazione, trasformandolo di fatto in un rudere e consegnandolo all’oblio.

È bastato chiudersi per un attimo nei ricordi d’infanzia – quando da adolescente Marcello villeggiava con la famiglia proprio in questi angoli di Puglia – a far affiorare l’interesse per questa porzione di terra, a pochi chilometri da Vico del Gargano, il borgo conosciuto in tutto il mondo per il suo Vicolo del Bacio e apprezzato per gli agrumi profumati.
La sua è una posizione invidiabile: l’Elda Hotel è a venti/trenta minuti da tutte le spiagge della costa, Mattinata, Manfredonia, San Menaio, Rodi, Peschici e Vieste, queste ultime le più gettonate dai vacanzieri.
Ma a dirla tutta, chi sceglie di soggiornare qui lo fa con una consapevolezza: restare per ritrovare la pace dei sensi, fuori dallo stress della vita cittadina.
C’è silenzio, non vola una mosca (è proprio il caso di dirlo) che suggerisce una tranquillità interiore.
C’è relax, una serie di (intime) amache sparse nell’ampio giardino fa al caso nostro, per garantirci uno stato d’animo di serenità.
C’è gusto, con la bontà dei sapori contadini a chilometro zero, per appagare il palato.
E c’è un’apertura del cuore, che beneficia della bellezza circostante per superare i turbamenti e le ansie di quest’ultimo turbolento periodo.

Foto Hotel
In alto a sinistra: Zlata Vilshuk con Rosalia Ambrosino In alto a destra: Michel, il Maître di Sala

Spetta a Zlata Vilshuk, direttrice dell’hotel, spiegarmi che questo posto è nato per esprimere tutta la genuinità della Foresta che ci ‘ospita’. Me ne accorgo sin dai primi passi che muovo nella struttura: un’ospitalità cosciente e rispettosa dell’ambiente, con arredi di design, oggetti di recycling, cibo bio e l’utilizzo di fonti rinnovabili.

L’atmosfera si fa subito, quindi, accogliente e calda (nonostante qui le temperature all’ombra si aggirano intorno ai 20 gradi a luglio). “Lo staff sente di appartenere a una famiglia”, mi confida Zlata: il suo accento russo sembra solo un ricordo, qui – sul Gargano, dieci anni fa, lei ha trovato l’amore e nel 2018 l’opportunità di entrare a far parte di questo team motivato e pieno di entusiasmo. Sarà merito dei polifenoli che corrono a fiumi nella cantina (dei vini dell’etichetta Elda, di cui il Nero di Troia ne costituisce l’architrave) o semplicemente una sintesi armoniosa di energie positive?
Entrambe.

Think positive: la formula che vince

Marcello Salvatori incarna perfettamente il profilo di un moderno mecenate: ‘nasce’ ingegnere, affina la sua intuizione per le arti e la cultura negli anni. La sua vigna – che coltiva “tra i declivi collinari di Troia, città millenaria immersa nei Monti Dauni” – racconta un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle radici familiari e di storie dimenticate. E come i suoi vini, curati dall’enologo Rosalia Ambrosino (il nero di Troia declinato in quattro varianti, rosso base in acciaio, rosso riserva, rosato e spumante metodo classico), anche l’Hotel vuole diventare ambasciatore di profumi e tradizioni locali.

A cominciare dalla cucina del ristorante. Antonio Cheller è lo chef che firma un menù pugliese, un omaggio ai piatti poveri dei contadini garganici: la cacciagione e il maialino nero, i funghi e i tartufi, il ragù di cervo con cioccolato fondente e qualche piatto che supera i confini regionali pur conservando i sapori del sud, come la tagliata di fassona con mosto cotto di vino, caciocavallo podolico e rucola di Foce Varano, sapida perché vicina al mare.


Ordino secondo i miei gusti (come antipasto ho scelto la panzanella con datterino e olive nostrane, che è anche un bel vedere): l’elenco delle portate è un itinerario nei sapori.
“Io vado pazzo per il pancotto”, mi dice sorridendo lo chef, trasmettendomi tutto l’ardore di chi, a 30 anni, dopo una apprezzabile gavetta trascorsa ‘fuori casa’, può finalmente esprimersi ascoltando il suo cuore. Una passione che condivide con il patron di Elda Hotel, che ha ammesso di rivedere in questa pietanza le amorevoli tracce della sua mamma, una vera fuoriclasse di questa zuppa tipica foggiana.

Il rispetto e la promozione del territorio tornano, quindi, anche ai fornelli. E si ripetono nelle attività outdoor scelte per impreziosire le giornate al moderno rifugio: il picnic sul prato (una box con menù a sorpresa e posate biodegradabili), lo yoga in giardino alle prime luci dell’alba, le passeggiate guidate alla scoperta del Parco Nazionale del Gargano, tra trekking, nordin walking o in mountain bike, camminate in riva ai laghi o tra torri costiere e trabucchi, escursioni notturne alla scoperta degli animali selvatici. E poi, ancora, concerti e osservazioni astronomiche. Mi viene in mente Antoine de Saint-Exupéry: “Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua”.
E magari potrei cominciare la mia ricerca proprio da qui.

2 risposte

    1. Grazie a Lei signor Enzo. L’Elda Hotel è davvero un gioiellino immerso nella natura, ideale per i momenti di relax. E non solo, è lunga la lista delle loro attività!

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