Gucci sfila a Castel del Monte: Alessandro Michele ‘veste’ di luce il maniero di Federico II

Se la mitologica DeLorean gli avesse dato l’opportunità di lasciare il 1250, anno della sua morte, Federico II l’avrebbe colta al volo – appassionato ed erudito com’era – e avrebbe, così, assistito alla sfilata dell’‘amico’ Alessandro Michele. L’avrebbe apprezzata e applaudita dalla sala del Trono, ovviamente (famosa per essere stata la stanza delle contemplazioni del nobile di Hohenstaufen), o da una di quelle otto torrioni che rendono unica e suggestiva la fortezza e che ci ricordano la passione smodata dell’imperatore per lo spazio astrale.
Ma non è detto che non ci sia stato, lo scorso lunedì, all’attesissima passerella della nuova collezione Gucci in diretta dal suo Castel del Monte, ad Andria: chi conosce la storia (avvolta nel mistero) del misterioso edificio imperiale, sa bene che il maniero del puer Apulie riserva tutt’oggi delle piacevoli sorprese, magari anche inaspettate apparizioni.

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Gucci Cosmogonie, immagini dal profilo Facebook di Gucci. Foto di Zoe McConnell

Ci sono luoghi capaci di impressionare la mente, di rapire i cuori, di collezionare ricordi.

Coincidenza o previsione la scelta della Maison della doppia G di far sfilare la nuova collezione uomo e donna nella misteriosa costruzione fatta erigere in Puglia nel 1240 dall’imperatore di Svevia?
Il direttore creativo di Gucci, oltre a coltivare da sempre un gusto istintivo per l’estetica, si sa, è un moderno alchimista: ciò che l’uomo sogna, la moda proietta in passerella.
Esattamente come lo era lo stupor Mundi: non solo un sovrano dotato di grande carisma, con cui alimentava miti e leggende popolari, ma anche mecenate di scienziati arabi e intellettuali bizantini, da cui apprese il rigore geometrico e matematico con cui capì come disegnare la prestante ‘corona di pietra’, da cui dominava l’altopiano delle Murge occidentali.
Castel del Monte è, di fatto, l’approdo di certe passioni, come l’ossessione per i simboli astrologici: la planimetria della fortezza è volutamente a forma ottagonale con una ricorrenza quasi ‘sfacciata’ del numero otto. Praticamente la cornice perfetta per Alessandro Michele, che era alla ricerca da tempo di un luogo magico e mitico: di più, il profilo della fortezza sveva e l’atmosfera epica hanno reso ancor più poetico l’omaggio dello stilista al filosofo tedesco Walter Benjamin.

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Gucci Cosmogonie, immagini dal profilo Facebook di Gucci. Foto di Zoe McConnell

“Folle è l’uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto” William Shakespeare

Non è passata inosservata la Luna piena in Scorpione (appunto dal 16 maggio, giorno del defilé, e che – pare – vanti una stretta connessione con il magnetismo e l’inconscio) né l’eclissi lunare: ‘Cosmogonie’, il nome della collezione – con quei look luccicanti come le stelle nel firmamento – evoca la volta celeste e rimette in circolo quelle otto torrette che, inevitabilmente, rimandano alle otto fasi lunari.
Insomma, l’evento mondano, super chiacchierato negli ambienti della moda ancor prima di andare in scena, era già scritto nel destino di Castel del Monte?
‘Serviva’ solo un uomo coraggioso: l’intuizione geniale del designer romano ha portato gioie a destra e a manca. Da un lato il fashion system (modelle, attori e attrici, influencer, ospiti internazionali, stampa) che ringrazia per l’esperienza fuori dal normale in uno degli scenari più enigmatici del pianeta, dal 1996 inserito dall’UNESCO nella World Heritage List. Per la cronaca c’erano, tra gli altri, i Maneskin, Anna dello Russo, Emma, Alessandro Borghi e le star hollywoodiane Elle Fanning, Dakota Johnson, Lana Del Rey.
Dall’altra, la Puglia gongola (e lo farà per molto tempo) per essere stata la ‘prescelta’, per essere stata celebrata e, quindi, salita agli onori delle cronache mondane: magazine, tg, social e community non parlano d’altro.

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Interni di Castel del Monte

Le proiezioni sulle pareti del Castello fatte realizzare dal direttore creativo di Gucci esaltano il presente e domineranno il futuro. Così come tutto quello che c’è intorno alla nota collina a 540 metri sul livello del mare e da cui, l’altro giorno, si espandeva una scia musicale avvolgente come gli abiti che danzavano in passerella. Una parola la meritano anche loro, apparsi (si, sembrava un’apparizione) da quel portale in breccia corallina che somigliava più all’ingresso di un disco volante, complici le suggestioni delle voci della missione Spaziale dell’Apollo 11: velluti, ricami, paillettes, trasparenze, mini dress in pelle, tiare e copricapi che celebrano le stelle, le regine medievali e i riti magici.
La collezione – come lo show, ad alto tasso artistico, perché Alessandro Michele ama ‘sintetizzare’ tra loro cinema, letteratura e persino epoche e luoghi dimenticati – ha annullato i confini spazio-temporali, ha azzerato la verticalità terra-cielo e ha ridotto la distanza tra quei punti sospesi nello spazio: l’armonia di cui Federico II era alla continua ricerca si è palesata in una notte di mezza primavera.

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Interni e dettagli di Castel del Monte

Suggestioni finali

Oggi come ieri: la fortezza dei misteri nelle mani di un uomo comunicativo e spontaneo, in perfetto stile pugliese.
Alessandro Michele ha scritto la sceneggiatura perfetta: per dialogare con l’infinito ha celebrato costellazioni, prospettive e figure geometriche e per consentire alla moda di disfarsi dall’involucro dell’ordinario ha trasformato una catwalk in una narrazione astronomica allestita nell’antico maniero di Federico II. Perché la storia…ritorna.
Uno straordinario esempio di intelligenza e passione.

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