Content is the king, la lettura per l’infanzia rinasce con una mamma influencer

Non è del tutto vero che se sui social non hai un numero di follower a sei zeri non potrai essere mai influente. Ogni tanto fa bene ricordare che il web è solo un contenitore e che il contenuto è quello che conta. Parole scontate? Repetita iuvant.
Nella Giornata Internazionale del libro per bambini attira la mia attenzione un profilo che strizza l’occhio all’esercito di fashion influencer, youtuber e content creator ma che è riuscito a costruire un’immagine positiva ad alto tasso di cultura. E per di più, a misura di bambine e bambini.
Chiara Gentile, alias I libri di Memma (questo il suo nickname su Instagram) è una divulgatrice seriale di storie per l’infanzia: è di sangue giurista – ha nel cassetto una Laurea in Giurisprudenza – ma una passione smodata per i libri e la formazione continua – ha una specializzazione in Letteratura per l’Infanzia – che nutre e coltiva sin da piccola. L’imprinting è avvenuto d’estate, al mare, quando Chiara – romana di nascita, ma foggiana d’adozione (e per amore) – conobbe un editore di Firenze, Beppe Martinelli: “assomigliava molto a mio nonno, barba e capelli bianchi. Tra noi è nata una grande amicizia che lui onorava inviandomi pacchi di libri: c’erano favole sonore, collane di fiabe di Esopo e Fedro. Quelli per anni sono stati i miei compagni di gioco”. Erano altri tempi, non esistevano YouTube e i social – le distrazioni della Generazione Alpha – e nei volumi si ricercavano evasione ed emozioni.
Le stesse che oggi Chiara – classe ’74, moglie di Puccio e mamma di Michele, 19 anni, Luca, 15 e Emma, 10 – cerca di trasferire a chi la segue nei laboratori creativi, nelle letture animate e nei Festival letterari, come il Buck di cui è una abile animatrice.
Mi confessa che il ruolo di influencer per l’infanzia, che mi sembra davvero le sia cucito addosso, le risulta ancora surreale, ma ha imparato ad apprezzarne i lati positivi (“per fortuna ho dei figli adolescenti che mi esonerano da alcune operazioni tecniche”, svela con un sorriso complice, ndr).
Chi sono i tuoi follower? “Mi seguono le insegnanti di scuola dell’infanzia e della primaria. E anche le docenti delle scuole medie. Poi ci sono genitori, sia mamme che papà, che si mettono in gioco nel crescere i figli e sono appassionati di libri, di letteratura e cercano consigli e confronto”. Uno scambio culturale che si concretizza spesso nella richiesta di bibliografie a tema. Che tipo di lavoro è? Chiara mi spiega che è estremamente delicato, “porta via tanto tempo e va fatto con tanta professionalità. Proprio ieri ne ho inviata una per una maestra che doveva integrare un bambino un po’ difficile, un po’ litigioso, e le ho indicato una serie di volumi sul tema dell’amicizia e di come fare squadra in classe”.

Foto Chiara 1
Chiar Gentile – I libri di Mamma – e alcune letture

Delivery culturale, in formato digitale

Chiara, di stampo fortemente classico, ha saputo convergere in questa pagina – nata poco prima della pandemia – tutta la sua empatia, che non è sfuggita all’occhio critico, attento e severo delle giovani generazioni: “E’ una pagina dove c’è molta libertà e molta spontaneità. Scelgo, cioè, le cose che amo e che suscitano emozione”. Consultare il feed per credere.
Ci sono letture animate – “l’attività più richiesta durante il lockdown, ma gestirla è piuttosto complicata perché ci vuole il consenso degli editori per leggere un albo illustrato in maniera integrale, per fortuna molte case editrici hanno dato il loro consenso e io ho potuto esaudire le richieste che arrivavano a distanza” – ma anche i laboratori in presenza, nelle librerie per l’infanzia e negli spazi della Biblioteca di Viale Michelangelo, durante i quali Chiara esibisce il suo ‘asso nella manica’. E’ un’assoluta padronanza del linguaggio per bambini e bambine: “si chiama piripù (una lettura teatrale, ndr) ed è la lingua inventata da Emanuela Bussolati (prolifica autrice e illustratrice di libri per bambini, ndr). Una cosa che funziona sempre? Sono i libri pop up, vera ingegneria cartacea, che si aprono e diventano tridimensionali, con scenari magnifici. Quelli fanno sempre sgranare gli occhi, soprattutto a un pubblico difficile. Ma ai genitori consiglio sempre di partire dai gusti dei loro figli: dinosauri, personaggi, temi. Bisogna saper ascoltare”.
Moglie, mamma, progettista per le scuole, animatrice, confidente, lettrice online e in presenza: tante donne, una sola voce. E per di più, in piena rivoluzione informatica, anziché lasciarsi sopraffare dall’esercito di nativi digitali, la neo influencer ha spostato sul web la sua preziosa rubrica di contatti, coltivata negli anni – potrei definirla oggi una Digital PR Specialist – che le è valsa l’amicizia del suo giovane pubblico che vede in lei una garanzia, “la mia è una continua ricerca, una costante formazione e una approfondita conoscenza dei maggiori interpreti della letteratura per l’infanzia”. Chi sono? “In Italia abbiamo autori straordinari che sono diventatati anche miei amici, con cui ho uno scambio diretto come Gek Tessaro che fa delle cose bellissime, come Bruno Tognolini, il grande amore dei miei bambini quando erano piccoli e che sono cresciuti con le sue rime e con l’uso poetico delle parole. Poi ci sono Eva Montanari ed Emanuela Bussolati”.

Penne eccellenti di cui vanno pazzi anche i figli di Chiara: i due maggiori hanno stretto con lei anche un ‘patto di amicizia’ che si basa sulla stima reciproca. L’educatrice me lo spiega così: “I miei figli sono stati fondamentali in questo percorso social. Prima di tutto mi hanno dato il coraggio di credere che questa passione potesse, seppure a scoppio ritardato, diventare un mestiere. Loro sono il mio primo pubblico, anche adesso che sono grandi. Se c’è un bell’albo illustrato, io lo porto a casa e lo leggo per loro e vedo le loro reazioni e chiedo le loro opinioni”. Dinamici e pratici, manco a dirlo, con gli strumenti del mestiere, Michele e Luca supportano la mamma nelle operazioni di montaggio dei video delle letture animate su Instagram. Un’attività che ha bisogno di un planning ma anche di grande disinvoltura, non solo nelle pratiche di navigazione, ma anche nella cura delle relazioni.
“E’ uno scambio culturale che nasce anche con gli autori, su Instagram si superano le barriere spaziali. Quest’anno, ad esempio, c’è stato un contatto con un autore che io amo molto, si chiama Alexandre Rampazo, un illustratore per l’infanzia brasiliano. Io ho scritto la recensione di un suo libro – ‘Ecco il lupo’ – lui l’ha letta, ora segue la mia pagina e c’è stato persino uno scambio di opinioni, finchè questa estate mi ha inviato un bellissimo regalo, un pacco dal Brasile con tutti i suoi libri illustrati, in Italia ancora non editi. Avevamo questo tesoro tra le mani e ho proposto a Milena Tancredi (direttrice artistica di Buck Festival, ndr) di fare un pre Buck per presentare questi libri ai bambini di Foggia. Lui si è collegato con noi, in un incontro virtuale alla biblioteca dei ragazzi, e si è creato un ponte tra Italia e il Brasile. E non è detto che non possa venire presto a trovarci. Questo è il tipico caso che conferma la potenza di Instagram: io sono arrivata laddove sicuramente di persona sarebbe stato molto difficile esserci”.

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In alto: Chiara con Bruno Tognolini. in Basso: con Gek Tessaro e accanto con suo figlio Michele e Tognolini

Attrarre alla lettura il mondo dell’infanzia utilizzando gli strumenti digitali è dunque il nuovo orizzonte? La risposta è si: il web, se ben governato, come è evidente per I libri di Memma, si traduce in un interessante alleato per stimolare l’intelligenza e la fantasia delle giovanissime menti e un utile strumento di guida ed orientamento per chi educa.
Prima di salutarci, Chiara, sai dirmi quali storie cercano oggi i bambini e le bambine?
“I bambini di oggi sono sottoposti a mille stimoli diversi, però quello che vedo è che loro amano i libri che sono in grado di suscitare un’emozione, se sono molto piccoli il divertimento e la risata. Però anche libri che portano a una commozione, o un momento di paura che poi si supera nel corso della storia. Il mondo dell’editoria per bambini è vastissimo. Tutto serve per farli avvicinare ai libri”.

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