Confidenze prêt-à-porter

Tempismo perfetto.
Paola Gualini e Fabio Galasso, al loro debutto con Wasb un’originale produzione di borse, dichiaratamente ispirata alla ‘sneaker culture’ – sono in linea con le ultime tendenze: il boom dell’athleisure e uno stile di vita indipendente che ha dato i natali alla categoria degli urban nomads (i nuovi nomadi urbani).
Pillole di Confidenze ha intercettato i due creativi del neonato brand, esempio fortunato di come quando il coraggio diventa bussola non c’è nulla che può mettere in discussione il viaggio.
Questa storia va a coprire l’ultimo tassello di un puzzle sfaccettato, versatile, corale che intende omaggiare chi è resiliente, intraprendente e lungimirante. Proprio come i due designer, dal background professionale differente (Fabio, 46 anni, ha lavorato per il Ministero per l’innovazione, Paola classe ’78, è una professionista della comunicazione) ma accomunati dall’amore (sono sposati da 12 anni) e dalla passione per la moda e la musica.

Fluo is the new black

Quando tutto intorno sente il bisogno di (ri)mettersi a ‘correre’, Paola e Fabio (abruzzese lei, pugliese lui) sono pronti a soddisfare le richieste di glamping girl all’ultima moda, di turiste dall’istinto sportivo, di globetrotter in cerca di fascino.
Ora che avremo l’atteso green pass – e con il benestare di magazine, riviste e rotocalchi che promuovono a pieni voti lo stile sporty chic – saremo libere di viaggiare. Preferendo capi e accessori versatili e funzionali.
Con quel suo appeal urban contemporary, Wasb è il manifesto perfetto di questa nuova identità: è la borsa per una donna che segue i cambiamenti della società (veloce e pratica, per gli amanti dello smart working), magari che incalza le tendenze (la linea è ispirata al docufilm ‘Sneakerheadz’, sull’esplosiva influenza delle sneakers nella pop culture), oppure che sogna il made in Italy (solo eccellente manifatturiera italiana), o che impazzisce per le forme di design (l’iconica shopping bag è un mix di materiali e tecniche di lavorazione).
Elementi importanti che Paola e Fabio hanno analizzato e studiato a lungo durante la pandemia: prima a casa, poi in azienda, in provincia di Teramo, dove la famiglia di Paola cura la produzione di griffe internazionali da oltre 40 anni.

La moda è allegria

Se lo sono ripetuti spesso durante le fasi di lavorazione della loro prima capsule collection: “Wasb va vissuta con allegria”. Obiettivo raggiunto in 6 mesi: Paola e Fabio trasformano la fatica delle giornate di lavoro nel raggiungimento di un sogno che si realizza. Non si lasciano travolgere dalla paura della pandemia: ammettono di essere stati cauti e di essersi rifugiati con piacere nella loro confort zone, l’appartamento a pochi passi dal mare di Giulianova, dove i due ragazzi vivono con il figlio Diego di 10 anni e la cockerina Chloe.
“La borsa ci è piaciuta dal primo bozzetto perché riassume alcuni concetti a noi molto cari: amiamo i capi sportivi e quelli street style, molti ispirati alla musica hip-hop, che rientra nella nostra playlist insieme a R&B e Indie italiana, e poi adoriamo le sneakers (sono l’accessorio da cui non si separano mai, ndr)”.
Ora che la collezione (Shopping Bag, Shoulder Bag e Pochette) ha debuttato anche sui social, è arrivato il momento di concentrare le energie su altri fronti.

L’orizzonte sembra essere favorevole.
Lo dice il mercato, che ha voglia di prodotti nuovi e colorati e Wasb soddisfa pienamente questa richiesta: il feed della pagina Instagram del brand regala buonumore a vista d’occhio.
Lo dice la psicologia applicata al marketing: dopo ogni tempesta, torna l’arcobaleno e Wasb sta per lanciare una nuova palette colori, verde smeraldo, arancio, rosa, fucsia.
Lo conferma Altaroma: il centro propulsore della moda italiana emergente ha selezionato pochi giorni fa il brand dei due giovani designer per Showcase, dall’8 al 10 luglio. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di una vera e propria vetrina promozionale per i nuovi talenti che desiderano presentare le proprie collezioni di abbigliamento e accessori ad un pubblico di addetti ai lavori.
L’eccitazione cresce: “Questo è un feedback inatteso, che ci lascia senza parole. I nostri profili social, poi, sono aperti da poco ma stiamo già registrando apprezzamenti inaspettati”.

Yes, you can: Paola e Fabio stanno già raccogliendo ciò che hanno seminato 12 mesi fa con passione, prudenza e dedizione.
Un marchio di fabbrica ereditato dalle rispettive famiglie: “abbiamo tanta forza di volontà, siamo coscienti che ciò che realizziamo e facciamo non è mai abbastanza”.

Si potrebbe dire piedi puntati a terra e uno sguardo luminoso verso il cielo, alla costante ricerca di un equilibrio tra ciò che possono immaginare e ciò che riescono a realizzare. Ce lo raccontano loro stessi.

Dopo un’esperienza di quasi 50 anni di partnership produttiva con griffe internazionali, Wasb rappresenta un po’ il vostro ‘secondo tempo’. Da dove è nato l’impulso a questo nuovo inizio?
“In verità noi siamo sempre alla ricerca di nuove iniziative. Ci piace andare oltre l’attività principale – produzione di borse conto terzi settore lusso – ed affiancare nuovi progetti. Un imprenditore – a maggior ragione in questo momento – non può permettersi il lusso di fermarsi.
Per quanto riguarda WASB l’idea è nata casualmente quando – guardando il docufilm Sneakerheadz su Netflix, vero e proprio manifesto sull’esplosiva influenza delle sneakers nella pop culture – ci siamo domandati: perché non realizzare la prima borsa sneaker inspired? Da lì è partito il nostro studio su come realizzare il prodotto che avevamo in mente. Non è stato facile perché parliamo di un prodotto non presente sul mercato, di conseguenza è stato parecchio complesso riportare su una borsa i caratteri distintivi di una sneaker”.

Per citare la vostra presentazione: “Ai segnali di cambiamento della società, il brand risponde con un approccio innovativo e dinamico (…) reinterpretando l’utilizzo dell’accessorio in chiave urban-contemporary”. Le borse Wasb hanno l’ambizione di diventare dei ‘grandi classici’?
“Wasb rappresenta l’ambizione di creare qualcosa di nuovo consolidandone nel tempo la presenza sul mercato. In termini stilistici non siamo un prodotto “classico” ma speriamo di diventare il punto di riferimento per questo tipo prodotto. Nel marketing è stata creata la definizione di Blue Ocean Strategy che fa proprio al caso nostro: il blue ocean è uno spazio di mercato inesplorato, che si distingue “dall’oceano rosso”, gli oceani insanguinati dove nuotano gli squali della concorrenza. Creare un oceano blu significa sostanzialmente mettersi al riparo dalla concorrenza.
Questo nostro approccio innovativo è stato riconosciuto subito con nostro grande stupore, se pensiamo che Altaroma ha selezionato Wasb per la prestigiosa manifestazione Showcase che si terrà a Roma dall’8 al 10 Luglio. Essere stati selezionati senza avere ancora rilasciato la prima collezione del brand è motivo di grande orgoglio per noi”.

Wasb è la prima sneaker bag, con un mix di materiali: chi sono gli artigiani impegnati nella lavorazione di questo prodotto?
“Tutte le nostre borse sono concepite, disegnate e realizzate all’interno del nostro stabilimento di produzione a Mosciano Sant’Angelo, in provincia di Teramo. Abbiamo la grande fortuna di avvalerci della collaborazione di artigiani altamente specializzati che lavorano con noi da tantissimi anni. Inoltre, in un momento in cui alcuni temi come l’etica e la sostenibilità sono diventati finalmente di attualità, è importante aggiungere che un’azienda come la nostra, per poter competere nel mercato della produzione di beni di lusso deve attenersi a regole ed adempimenti scrupolosissimi. Parliamo di contratti di assunzione a tempo indeterminato per il 100% della forza lavoro, sicurezza, formazione, attenzione ai materiali utilizzati. Seguiamo tutto il processo dalla A alla Z, in prima persona con i nostri occhi e le nostre mani”.

Quali carte può giocarsi la linea di accessori Wasb, per diventare ambasciatrice del made in Italy?
“Wasb è un brand che ha una vocazione internazionale e speriamo di riuscire ad arrivare presto ad una dimensione commerciale che vada oltre i confini italiani. Rivolgendoci ad un target “giovane” anche in termini di età dobbiamo essere onesti e riconoscere che per alcuni potenziali clienti che vivono dall’altra parte del mondo il “made in italy” è ormai una scatola vuota, dobbiamo darlo per scontato e non può essere più sufficiente a descrivere un prodotto o un brand. Probabilmente ci sono concetti molto più forti ai quali fare riferimento come l’Italian lifestyle che ha molta più attrattiva.
Wasb si troverà presto a competere in un mercato difficilissimo, dominato da player con disponibilità finanziarie pressoché infinite. Dovremo essere bravi ed impegnarci con tutte le nostre forze nello story telling”.

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