Con Enrico de Finis è di moda la Puglia

Giovane, bello, brillante e viene dal tacco d’Italia.

Da chi abita il patinato mondo della moda (o lo frequenta abitualmente, leggi ‘c’è dentro con tutte e due le scarpe’), ci si aspetta che indossi sempre abiti logo all-over, look griffati dalla testa ai piedi, magari uno di quelli appena visti sulle passerelle maschili di prêt-à-porter. Ah, e che non possa mai uscire di casa con capi comfy. Nemmeno se si tratti di passeggiare sul bagnasciuga. Clichè.
Nel confermarsi precursore di tendenze, Enrico de Finis – foggiano di nascita, milanese di adozione (“ma tornerò presto a vivere in Puglia”, mi confida durante la nostra chiacchierata) – si presenta all’intervista con ciabatte Birkenstock, una t-shirt ordinaria, monocromatica, stropicciata dai segni di una giornata al mare e un semplice bermuda. Preceduto da un dolce e disteso sorriso. (E’, anche, merito di un riposante weekend trascorso con la sua famiglia, per celebrare i 70 anni di suo papà Micky e per festeggiare il quale Enrico ha staccato la spina, semichiuso la sua agenda e organizzato una vacanza a cinque stelle, condita da selfie in formato famiglia). Chapeau.
“La moda? E’ una forma di comunicazione, mettersi addosso delle cose non è solo coprirsi, ti vesti per comunicare”. Touché.

E a lui piace vestirsi così, d’estate – complice una ventilata e silenziosa domenica di inizio luglio, sul Gargano – per esprimere quel suo bisogno di leggerezza, di semplicità, di libertà.
E dopo dieci anni di lavoro (con 150 voli all’anno, shooting, catwalk, fiere, fashion weeks, festival del cinema, party e trolley colmi di coitillon) può dirlo anche ad alta voce. Senza turbare chi della moda ne fa quasi una ossessione.

Foto Enrico de Finis
Immagini tratte dal profilo Instagram di Enrico de Finis

“Occhi da orientale che raccontano emozioni”

Presentarlo? A chi? Ogni parola su Enrico (Enri per gli amici) sarebbe superflua. Amico delle Ferragni, confidente di numerose celebs, punto di riferimento per it girl e brand di lusso (Fendi, Dior, Prada, Etro, Bulgari, Cartier, Swarovski, Pomellato solo per citarne alcuni).
Ma come il giovane imprenditore digitale pugliese è riuscito a conquistarsi un posto nell’olimpo delle pr e del fashion system?
Semplice. Con il sudore, la tenacia, la volontà. ‘Strumenti’ che non ha abbandonato neanche oggi, nonostante il ‘profumo’ del successo, perché chi lavora gomito a gomito con lui deve scrollarlo dal pc a notte inoltrata.

Foto Enrico de Finis
Immagini tratte dal profilo Instagram di Enrico de Finis: in alto a sinistra Enrico con il socio Matteo Baldi.

Dopo aver lasciato la sua città natale, al termine del Liceo classico, per laurearsi allo IULM di Milano, il global managing director di Bold Management, agenzia leader nel supporto dei digital talent (influencer provenienti da tutto il mondo!), ha viaggiato all’estero, per poi rientrare in Italia, con l’amico e futuro socio Matteo Baldi, con un know how da vero imprenditore che l’ha reso, nel giro di pochi anni, una delle voci più autorevoli nel mondo della moda.
Enrico de Finis lo scopri un po’ alla volta (è nato sotto il segno della Vergine) ma, al termine dell’intervista, ti dice anche che, sul finire della bella stagione, spegnerà 31 candeline e che il party, probabilmente, sarà organizzato ‘in casa’ il prossimo 3 settembre, (torna a parlarmi di quel desiderio di calore, che solo le piccole cose sanno trasmettere).
Il web, invece, più diretto, mi racconta che l’esperto di social ha un profilo Instagram che pullula di foto con influencer, vip, stylist, fashion editor tra i più amati e di pensieri di affetto da parte di amici, colleghi e staff.
Una fortuna? No, se per successo intendi lavorare anche 15 ore al giorno, lontano da casa. Al director dell’agenzia di comunicazione milanese le cose non sono capitate, ma se l’è guadagnate.
Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Se fosse vero, quelli color ambra, dalla forma affusolata, grandi, espressivi e lucidi del giovane ‘talent scout’ originario di Foggia, raccontano di un ragazzo corretto, concreto, sensibile e responsabile.
Gli chiedo come è capitato tutto questo: “amo quello che faccio e poi con la maggior parte dei clienti si è strutturato un rapporto, un legame d’amicizia per cui senti di più la responsabilità. Se qualcosa va male, perchè può succedere, la avverti in maniera personale”.

Foto Enrico de Finis
Immagini tratte dal profilo Instagram di Enrico de Finis.

Da una piccola strategia digital (il primo lavoro) a una società (che gestisce profili social, cura l’immagine, le pubbliche relazioni e le collaborazioni) con circa venti dipendenti, una sede nella capitale italiana della moda, una a Parigi e una a Dubai.
Ai clienti fai vedere un’Italia meravigliosa: di cosa ti sono grati in particolare?
“I miei clienti sono grati dell’innovazione, del fatto che l’agenzia è di grandissimo supporto a livello strategico e creativo. Io mi preoccupo di far crescere i profili in una maniera abbastanza singolare, autentica”.
Per farlo Enrico ha persino spostato (spesso) in Puglia la ‘carovana’ per campagne pubblicitarie, spot e servizi fotografici: “Questa regione è grandiosa, abbiamo ancora un sacco di cose da fare in realtà”.
Lavori a stretto contatto con la moda: non oso immaginare il tuo armadio…: “Ho traslocato da poco, a casa ho un armadio infinito, ma è sempre strapieno (ride, ndr). Ultimamente ho fatto un severo decluttering (‘fare spazio’). Ora non ho praticamente più niente, mi sono spogliato di qualsiasi cosa, succede ogni stagione, tra quello che mi regalano e quello che compro…, e diciamo che la mia famiglia ne beneficia un sacco, (sorride di nuovo, ndr)”.
Tanto è che tutto questo giro di abiti, pezzi iconici e introvabili di stilisti ‘a cinque stelle’ si riduce a un outfit che lui considera la sua coperta di Linus, “pantaloncini della tuta, una maglietta e le Vans, le mie scarpe preferite”.
Con quelle Enrico ha girato per lavoro gli angoli del pianeta più ambiti dai suoi coetanei, (salvo poi tirare fuori dalla valigia un cambio d’abito da mille e una notte): il Coachella, il Festival del Cinema di Venezia, i party più esclusivi di Los Angeles, i club più prestigiosi di Montecarlo e Dubai.
Ma quando gli domando dove prendi la linfa? Lui mi risponde: “Se mi chiedi dove trascorrere il mio tempo libero io ti rispondo in Puglia”.

Foto Enrico de Finis
Immagini tratte dal profilo Instagram di Enrico de Finis.

Nomen omen, Enrico ‘capo della casa’

“Partire per poi ritornare” canta Lo stato sociale, interpretando le ‘abitudini’ delle nuove generazioni. E sembrerebbe questo il ‘destino’ del talent manager foggiano sradicato appena maggiorenne da quel posto chiamato casa per soddisfare una incontrollabile sete di curiosità. Ma, poi, con gli anni e i successi professionali (si chiama ‘maturità’) quella lieve ma concreta contestazione post liceale ha lasciato spazio alla nostalgia: “Per molto tempo ho portato avanti un format, ‘Enri and friends’, che ho dovuto sospendere durante gli ultimi due anni, a causa della pandemia. Fittavo abitualmente una casa molto grande e ospitavo a rotazione tutti i miei amici, talent di tutto il mondo e facevo così scoprire la Puglia”. Un moderno Cicerone. Più giovane e fashion dell’originale.
Chiaramente, oggi, il talent scout degli influencer è in quella fase di riconciliazione con la sua regione (la definisce una love story) e le sue radici e tutto torna: chi non crede che le parole e i nomi possano, di fatto, dare potere dovrà ricredersi. Il nome Enrico deriva dal germanico Haimirich, haimi (‘casa’, ‘patria’) e rich (‘re’, ‘potente’). I panni di un romantico e autentico ‘capo della casa’ sembrano quindi calzare a pennello al giovane de Finis.
Nulla è più bello al mondo del posto che chiami casa. Vero o falso?
“Vero, però io l’ho scoperto con il tempo. Perché se rivedo la Puglia come la vedevo io quindici anni fa era un posto da dove scappare e ora in realtà ci vogliamo tutti tornare. Sono orgoglioso di questo percorso, a cui in un certo senso sto contribuendo con il mio lavoro. Oggi la guardiamo con occhi diversi e io vorrei fare il mio core business in Puglia”.
Gli credo. Glielo leggo negli occhi.
Enrico avverte un forte senso di appartenenza a questi ulivi, gli stessi che abbracciano la masseria di famiglia sulle coste del Gargano, a questo paesaggio rustico, rurale: “Oggi, quelli che un tempo erano difetti, sono visti come pregi. Penso alla scomodità delle strade, ai cellulari che non prendono. Questo è il vero lusso”.

Puglia: slow life, love story

E questo desiderio coincide con le sue priorità: “Vorrei rallentare i miei ritmi, essere più sereno, trascorrere più tempo con la mia famiglia (esattamente come ha fatto questi ultimi fine settimana, che ha condiviso con il fratello maggiore Edoardo, la mamma Gianna e il papà Micky che ama coccolare con sorprese e gite improvvisate, ndr). Il mio sogno? Costruire una famiglia tutta mia”.

Foto Enrico de Finis
Immagini tratte dal profilo Instagram di Enrico de Finis: in alto a destra dall’album di famiglia, Enrico con sua mamma Gianna e il fratello Edoardo.

Magari lo farà ad Ostuni, la città bianca della Puglia, che Enrico de Finis vede come il suo buen retiro. E dove non può mai mancare la compagnia della sua bassotta Isotta e le cene a base di pane e pomodoro, il suo peccato di gola. Chissà, dopo ‘Frisellanna’ di Anna Dello Russo…. magari arriverà un nuovo format enogastronomico. Intanto nell’aria, da queste parti, trasportata dalla brezza marina, c’è profumo di un nuovo ambasciatore di Puglia. E diciamolo, oggi di persone autentiche (e storie a lieto fine) ne abbiamo tremendamente bisogno.

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