Beppe Nugnes, l’imprenditore che rafforza l’immagine della sua Puglia

Che il lifestyle pugliese e l’immaginario che si porta dietro (l’ospitalità e poi il folklore con la pizzica, i piatti regionali, i rosoni delle cattedrali, le influenze barocche etc…) rimangano sempre fortemente attraenti e attrattivi è confermato dal tamtam mediatico sollevato dalla notizia dell’imminente sfilata di Gucci, che ha scelto l’emblematica cornice di Castel del Monte, ad Andria, come palcoscenico della nuova collezione uomo e donna e che – siamo certi – saprà integrarsi con l’ambiente circostante, la Murgia, e con i profumi di questo entroterra che gode, a distanza di oltre sette secoli, ancora dell’influsso di Federico II. Dal canto suo, la Puglia è chiamata a trasformare questo evento di portata mondiale in un’opportunità. Parola di Beppe Nugnes.

Foto Palazzo Pugliese
In alto, Palazzo Pugliese. Credits: ph Paola Pansini

L’imprenditore classe ’64, titolare della storica insegna ‘Nugnes 1920’ a Trani, si fa in questo momento il portavoce, nella sua regione, di un pensiero positivo.
Il nostro incontro è, subito, travolto dal suo ottimismo (un cavallo di battaglia dell’uomo che ha portato la moda di lusso in Puglia), che mi ricorda il ct della Nazionale azzurra nella finale degli scorsi Europei, e da un contagioso sorriso, che lui sfoggia frequentemente (uno ‘spoiler’ dello staff): mi trovo davanti una figura elegante, tipico aplomb di chi è nato e cresciuto in un prestigioso laboratorio sartoriale, in un corpo sportivo, (Nugnes è un appassionato di jogging ed è abile a combinare gli stili, l’abito con le sneakers Ça va sans dire). Siamo sulla terrazza al secondo e ultimo piano del suo Palazzo Pugliese, tra le più eleganti dimore meridionali di fine ‘800. In sintesi, mi spiega subito l’imprenditore, commentando l’attesa passerella della Maison della doppia ‘G’, che traghettare questa terra verso il futuro significa sollecitare la Puglia ad essere sempre più consapevole del suo generoso appeal (la campagna, i monumenti, la storia e le espressioni dell’artigianato) “perché, magicamente, il mondo, che corre veloce, è attratto da questi luoghi e quindi noi, internazionalizzando alcuni aspetti, potremmo vivere un’economia che può essere ricca, ma non ricca solamente dal punto vista economico, bensì ricca di messaggi, di contenuti culturali, di passioni, di forme artistiche. Ed è un bel vivere. Lifestyle significa un po’ tutto questo”.

Foto Beppe Nugnes
Beppe Nungnes. Credits: ph Paola Pansini

“Casa mia è là, e c’è sempre stata”

Ogni posto, in questo ‘tacco’, per Beppe Nugnes è casa: ispirato dall’undicesimo segno dello Zodiaco – che ‘fa di lui’ un uomo altruista, generoso e impegnato nel rendere il mondo un posto migliore – il proprietario della maxi boutique multibrand di corso Vittorio Emanuele mi parla a ruota libera del concetto di pugliesità e, qui, mi ritrovo nella definizione, elaborata da diverse testate di moda, di ambasciatore della regione recentemente salita sul podio del turismo internazionale.
Come dialogano la Puglia e i marchi di lusso nel Suo brand? “Io penso che la pugliesità sia già moda e, quindi, il dialogo è abbastanza lineare. La Puglia è una terra che ha visto transitare tante culture, una terra molto aperta e ricettiva, è una terra che sta spargendo in tutto il mondo dei talenti nella moda, nel food, nell’economia. Noi abbiamo solamente cercato – nel tempo – di trasformare tutto questo, restando nella nostra terra e quindi, come spesso mi piace dire, abbiamo cercato di essere ambasciatori poi di tutto ciò che è eleganza, stile di vita, pensiero leggero e trasformarli con gli occhi della pugliesità”.
Nonostante viva ripetutamente con la valigia pronta, da manager globetrotter qual è, Beppe Nugnes è molto presente nelle stanze del suggestivo Palazzo, lo stesso che frequentava nel corso dell’adolescenza quando, a soli 12 anni, confezionava pacchi per la clientela di suo nonno Giuseppe, il sarto prediletto di banchieri, intellettuali, nobili e borghesi. “Io penso che abbia inciso la fortuna di aver vissuto una quotidianità ricca di tradizioni, di ricerca del bello, ereditata dalla mia famiglia. E io cerco di trasferirla a tutte le persone dello splendido team, e io dico che più che Beppe Nugnes, si respira Nugnes in tutte le stanze: io sono solamente la punta di un iceberg, più si va giù, ad esempio dal mio magazziniere, più è bello”.

Foto Palazzo Pugliese interni
Gli interni della boutique Nugnes 1920 e, in alto a dx, un dettaglio della facciata di Palazzo Pugliese. Credits: ph Paola Pansini

Non ho fatto accesso agli spazi riservati allo staff (come appunto il deposito della merce), ma posso garantire che il recente restyling de La Mecca pugliese dello shopping (che porta la firma dello studio di architettura Dini Cataldi) ha donato alla boutique un ulteriore allure, esaltando non solo i dettagli del fascinoso immobile, ma anche le sale espositive dello store trasformate in esperienze immersive, con luci, pareti specchiate, affreschi, profumi che creano una sorta di incantesimo: “Tutto qui è per me fonte d’ispirazione e, quindi, quando posso io mi rifugio nella boutique, mi riempie ciò che vedo e chi incontro, io ho costruito tutta la mia carriera sulle relazioni e sul network”. 
Non pensieri spot, ma un dichiarato manifesto d’amore verso le suggestioni che la sua regione è capace di provocare e che lui commenta così: “La Puglia è come un capo classico (si riferisce alla moda, ndr), non tramonta mai. E’ una terra di sogni, dove si possono realizzare delle cose molto belle e dove ci sono persone capaci di costruire e realizzare delle cose nella semplicità”.

Foto interni boutique
Gli interni della boutique Nugnes 1920. Credits: ph Paola Pansini

La parola ‘bellezza’ torna spesso nel corso della nostra chiacchierata e quasi sempre è associata alla Puglia: mi fa l’esempio di quanto, oggi, questa terra sia tra le più ‘chiacchierate’ d’Italia, dal turismo alla moda, passando per l’arte, l’artigianato e i designer.
“Qual è, in fondo, il fil rouge, tra la bellezza e la Puglia?”, mi ‘interroga’ l’imprenditore di Trani, appassionato di talk (ma questa è un’altra storia, anzi un sogno da esaudire prima o poi): questa regione ha sempre messo in primo piano l’amorevolezza, che si trasforma in relazione. “Prendi la cena di famiglia: è importante indossare il vestito nuovo nel giorno di festa – naturalmente queste sono abitudini che poi chiaramente si evolvono – ma io trovo che chi passa l’infanzia da queste parti, ma anche chi passa e sosta un po’ qua, immagazzina questo senso di cura e poi lo sviluppa nel suo settore e nella moda sta venendo fuori in maniera eclatante”.

Io intravedo il profilo di un romantico e moderno cacciatore di teste, un talent scout che ha voglia di influenzare le nuove generazioni di pugliesi ponendoli davanti ad un’opportunità: da un lato ci sono i ‘pezzi cult’ – come le ricette della nonna o gli influssi arabi e barocchi – dall’altro gli input del mondo che avanza e parla di inclusività, diversità, internazionalizzazione. Una contaminazione di culture diverse che è una nuova forma di mix ‘n match, cioè saper mischiare. E che nella moda ha segnato diverse collezioni. E se ha funzionato nel fashion system perchè non può essere valido anche nella vita reale, quella dei sogni, delle ambizioni e dei sentimenti?

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