Appuntamento all’aria aperta: d’estate in Capitanata sbocciano i picnic

Pochi giorni fa ho cambiato borsa. Ho lasciato la tracolla nera in nylon e ho tirato fuori dal guardaroba la shopper in paglia.
E ho avuto come un flash, che mi ha riportato indietro di oltre 30 anni quando, da bambina, amavo frugare nelle ceste di vimini di mia nonna. Erano di quelle rustiche, qualcuna foderata, qualcun’altra con coperchio.
In campagna, ne trovavo sempre qualcuna sparsa per casa: e dentro c’era di tutto, boccette di salsa al pomodoro, ortaggi raccolti nell’orto dietro la masseria e frutta sfusa, uova lasciate alla rinfusa e persino fiori di campo.

Sono trascorsi tre decenni, ma mi è ancora tutto così nitido. Eppure, mia nonna non c’è più, così come i suoi piatti ‘take away’ (della tradizione pugliese), che amava trasportare dalla sua cucina a quella di mia mamma, in città: ma quelle ceste sono rimaste nella sua dispensa. Più impolverate di ieri, perché – ahimè – in famiglia abbiamo perso l’abitudine di usarle.

Un ‘esilio’ che, a guardarmi bene attorno, però, ha i minuti contati: basta navigare in rete per scoprire che, qui in Puglia, stanno tornando di moda i pic nic. (O, forse, non sono mai tramontati). E che, quindi, sia le ceste impilate tra gli scaffali del ripostiglio, sia la mia borsa in rafia, che ho rispolverato dall’armadio in vista dell’estate, sarà la mia fedele compagna di un nuovo viaggio che dall’ufficio mi porterà direttamente agli aperitivi sul prato.
Io ho selezionato da queste parti, cioè dai Monti dauni al Gargano, ben 6 tappe imperdibili dove poter vivere un’esperienza rilassata, totalmente immersi nella natura.

Qual è il tuo mood?

ChicNic all’ombra dell’uliveto

Non sei pugliese se non hai mai degustato l’olio extravergine di oliva. O se non hai mai scattato un selfie al tramonto tra gli ulivi secolari.
Sei in tempo per rimediare. A Peschici, all’ingresso dell’uliveto della Masseria Chiusa delle More, ChicNic ha da poco festeggiato il suo primo anno d’età.
L’idea – giovane ma promettente – e la sua gestione appartengono a due sorelle, Rossella e Sara Martucci. Professione influencer, spesso in giro per lavoro, ma sentimentalmente legate fino al midollo alla loro terra. A tal punto da metter su un progetto estivo davvero cool, modaiolo e tanto social. Un’iniziativa che non ha età: “Piace a chiunque, persino alle persone più anziane per le quali, per questa stagione, abbiamo riservato delle sedie nel prato”. E sono benvenuti anche gli amici a quattro zampe. “Alla compagnia devi pensarci tu, a tutto il resto ci pensiamo noi”: già, alla festa e all’atmosfera ci pensano Rossella e Sara. Gli ‘ingredienti’ sono tutti locali: una grossa luminaria pugliese all’ingresso dell’area, disegnata ad hoc, lucine sospese tra i rami (“senza sollecitare troppo gli alberi, nostro papà ci tiene tanto”) e lanterne sul prato. Il pezzo forte è l’allestimento: tutto ricercato e ristrutturato. Come un vecchio camper bianco, da cui le Martucci ‘sfornano’ le ceste di paglia. Il menù è scritto a sei mani: le due sorelle dialogano con lo chef e poi personalizzano le box – a cui hanno dato un’impronta green e ecosostenibile – “In base al raccolto dell’orto prepariamo il cestino: non transigiamo sulla freschezza e sulla stagionalità”. L’elenco che Sara mi fa dei prodotti basta a farmi venire l’acquolina in bocca: taralli, focaccia, panini con marmellata, salumi locali, orecchiette, vino, birre e gin garganici, amari, torta al cioccolato delle more (“qui attorno i rovi ne sono pieni”).
Ogni pietanza è condita e cucinata con il nostro olio”. Qui l’olio evo è una cosa molto seria: una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Se vuoi degustarlo bisogna seguire il calendario di ChicNic.

PicNic al profumo di lavanda

Ancora una storia di famiglia, ma questa volta scritta da due fratelli, Giuseppe e Michele Savino. Alle porte di Foggia, nei campi di loro padre, entrambi hanno concentrato le loro forze e le loro ambizioni per trasformare l’orto in una ‘relationship Farm’, che tradotto vuol dire una fattoria delle relazioni. I due contadini sono, infatti, appassionati di terra e credono che “prima di ogni prodotto esista una persona”. Ecco perché hanno inserito un’ulteriore novità in masseria: prima i melograni, poi i girasoli. Si sono domandati: “come rendere felici le persone che verranno a trovarci?”, sull’onda emozionale di un forte desiderio di spazi all’area aperta (dopo mesi di chiusura a causa della pandemia), “la campagna può curare la città attraverso la bellezza e la nostra terra ha bisogno di bellezza per riscattarsi“, spiegano da Via Manfredonia al km 6,200. E sono nati così i primi aperitivi al tramonto: su Instagram, ad esempio, Giuseppe ama documentare come delle balle di paglia rovesciate diventano tavoli per un romantico pic nic al calar del sole. Un altro sogno che diventerà presto realtà? Le degustazioni ‘A chilometro vero’ tra le piante aromatizzate di lavanda. Ve lo immaginate il profumo? L’agricoltore foggiano riserverà agli ospiti un paniere di prodotti scelti personalmente dalle campagne accanto alla sue: cesti di ortaggi e prodotti da forno ‘doc’, healthy, per un pic nic rural chic.
E c’è già chi, sui social, definisce il più grande dei due fratelli, fondatore del primo hub rurale pugliese, un moderno Van Gogh che cammina con un tablet tra i campi assolati di Puglia. Non perdete i suoi post sulla pagina Cascina Savino, la lavanda sta per raggiungere la sua fioritura.

Due calici e un cestino

Déjeuner sur l’herbe? O una coperta, all’imbrunire, tra i filari?
Se siete amanti del vino, Borgo Turrito è l’esperienza che fa per voi.
Un picnic in vigna, nel cuore del Tavoliere delle Puglie, è stata l’idea di Luca Scapola, titolare dell’azienda vitivinicola foggiana.
Tra tradizioni e leggende, chi ha prenotato un posto nel vigneto ha staccato un biglietto per un’esperienza immersiva: prima la conoscenza del territorio, poi il trasferimento nei campi con le piccole box picnic: focaccia, taralli, frisella, biscotti artigianali.
A far decollare la degustazione e l’atmosfera en plein air ci pensano i dettagli: un plaid, possibilmente a quadri con frange, e i vini a la cart, da scegliere direttamente nello shop della cantina. Il Nero di Troia rosato è stato il protagonista assoluto della scorsa estate e siamo certi che bisserà quel successo anche quest’anno: le bottiglie di Calarosa hanno sedotto tutti i palati. Esattamente come una ciliegina sulla torta, l’elisir – con il 13% di alcool – ha quelle intense sensazioni floreali di rosa e fruttate di visciole che, in sintonia con la luce calda dei tramonti di giugno, rendono suggestivo e romantico il picnic. Le coppie hanno vissuto dei momenti unici, circondate solo dai colori e dai profumi delle bacche rosse tra le più antiche e caratteristiche della Puglia Centro-Settentrionale. Per un colpo d’occhio senza eguali e un ricordo indelebile. Prossimo appuntamento il 25 giugno.

Pic nic formato veg

Ha tutto il fascino suggestivo dello stile provenzale legato ai colori rustici del country chic il format creato da Gli Orti di nonna Evelina: ogni venerdì, da giugno a settembre, la campagna a sei chilometri da Foggia si veste di bianco e rosso vichy per gli Apericena nel mandorleto, lo speciale appuntamento dopo il tramonto.
Come innamorarsi al primo sguardo: è bastato un post su Instagram per incuriosire comitive di amici, coppie e famiglie. Dal tam tam mediatico alle file per accaparrarsi un posto a cena sulle panche in pallet e sulle balle di fieno, scortati dalle luci delle candele e delle stelle. Riparte a breve il nuovo ciclo di serate che celebra la natura, la biodiversità, la vita slow e la convivialità: “Non abbiamo un menù fisso, dipende da cosa troviamo al mattino nell’orto”, precisa Francesco Petruzzi che gestisce l’Aps insieme al fratello Alessandro. Quel che è certo è che, da queste parti, questo mese, non mancano gli ortaggi: e se in Puglia dici melanzana dici parmigiana, “è il nostro piatto forte. I prodotti che coltiviamo li affidiamo a un catering di fiducia, che porziona in packaging con materiale riciclato. La gente è entusiasta e noi siamo felici di condividere tanta bellezza con la nostra città”.
L’esperienza, a volte, raddoppia con il Dopocena nel Mandorleto, dalle 22 fino all’una di notte: un paio di dolci al cucchiaio, una mantella per smorzare le basse temperature e l’atmosfera si fa più ‘intrigante’. Quanti baci al chiaro di luna sono stati scambiati? (Harmony docet). E quante coppie si giureranno amore eterno sdraiati sul fieno quest’estate? Le serate stanno per cominciare. Le informazioni sulla pagina Instagram dell’Orto.

Il libro della Foresta

L’utile e il dilettevole, sembra recitare il pacchetto che l’Elda Hotel ha selezionato per chi soggiorna nel moderno ostello eco friendly nel cuore della Foresta Umbra.
Il rifugio ristrutturato dall’imprenditore Marcello Salvatori, per offrire un’esperienza nella natura selvaggia a tutto tondo, ha programmato un divertente menù al sacco da consumare nel giardino antistante l’hotel a 4 stelle, per rifocillare chi ama lo sport all’aria aperta, come il trekking e le escursioni a cavallo nella fitta vegetazione delle suggestive faggete vetuste, Patrimonio Unesco dal 2017.
Chi rientra dalle passeggiate viene, infatti, ‘premiato’ con cestini in vimini colmi di ingredienti di stagione, prodotti locali, eccellenze gastronomiche da agricoltura biologica a km zero e piatti della tradizione mediterranea.
Un perfetto equilibrio tra contenitore e contenuto: se da un lato l’hotel esperienziale celebra la green philosophy, con – ad esempio – l’impiego di materiali naturali e riciclabili, dall’altro invita la cucina del ristorante a fornire a chi prenota una ‘tovaglia a terra’ tutte le informazioni che riguardano il territorio attraverso un delivery bio, che parla la stessa lingua delle aziende locali: ortaggi, frutta, latticini e prodotti da forno gustosi e gourmet (merito di uno chef che sa far dialogare il cibo buono e bello).

La gang del bosco

A chi, almeno una volta, non è capitato di pranzare in una tipica e caratteristica area attrezzata nel bosco?
Sono le classiche gite fuori porta, o scampagnate, della domenica con la spesa (poco impegnativa) acquistata il giorno prima: principalmente pagnotta casereccia e carne per barbecue con griglia.
A Biccari, nel cuore dei Monti dauni, l’area naturale del Lago Pescara riserva grosse panche e tavoli in legno per quei gruppi formato famiglia.
E mentre i più piccoli si scatenano nel parco giochi, mamma e papà si distribuiscono i compiti: la carne da smistare, il pane da affettare, il cacio da grigliare.
L’area destinata al picnic si trova all’interno di Dauniavventura, il parco acrobatico immerso nel verde. Da qualche tempo, c’è un ulteriore servizio – oltre super quotati Forest camp (notte in sacco a pelo) o il Bed&Tree (dormire in una casa di legno sull’albero immersa nel bosco) – ed è la merenda o pranzo al sacco per le persone pigre, cioè un cestino da picnic da acquistare presso il Parco Avventura.
Dentro ci sono tradizione e semplicità: pane, pomodorini, salumi, formaggi, acqua e vino, frutta di stagione e un dolce. Tutti prodotti del territorio a chilometro zero, anche in versione ‘baby’.

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